Mediazione generativa
Dalla Regola di San Benedetto al "Management relazionale" – numero 008
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Escludiamo poi sempre e dovunque la trivialità, le frivolezze e le buffonerie (cap. VI).
In un tempo saturo di messaggi e riunioni, la Regola di San Benedetto suona sorprendentemente attuale: il rumore non crea connessione, bensì la consuma. Troppe parole producono dispersione; parole meditare generano fiducia. Ogni parola è un atto organizzativo: orienta il clima, modella le alleanze, costruisce e coesione. Si innesta, in tale cornice, un principio decisivo del management relazionale: mediazione generativa.
Tacere non significa sottrarsi, ma preparare una parola capace di integrare le differenze senza irrigidirle. Il silenzio è lo spazio in cui l’emozione si decanta, l’ego si ridimensiona e la relazione diventa abitabile. Meno rumore, più direzione. Meno reattività, più responsabilità.
Il silenzio, quello fecondo e maturo, non chiude la relazione: la rende forte, credibile, duratura.